E’ davvero Milanese la tanto amata Cotoletta?

Chi non conosce la Cotoletta alla milanese? Amata da grandi e piccini è uno dei piatti tipici Lombardi più apprezzati. Ma quali sono le sue origini?

Per anni vi è stato un dibattito aperto tra chi sosteneva che questa fosse di origini Austriache, la cosiddetta Wiener Schnitzel, e chi invece attribuiva la sua origine alla capitale Lombarda. Nel 1963, con la pubblicazione del libro ”La cucina Lombarda”, il giornalista siciliano di Felice Cùnsoloviene riconosce alla cotoletta la priorità meneghina. Sostiene infatti che in un documento redatto dal conte Attems (aiutante di campo di Francesco Giuseppe), si  informava l’imperial governo dell’esistenza di una pietanza gustosissima che sapevano cucinare i lombardi: la costoletta di vitello intinta nell’uovo, impanata e fritta nel burro. Questa sarebbe poi stata diffusa da Radeztky durante il suo ritorno a Vienna. Negli anni però varie testimonianze di storici dimostrano la falsità e l’invenzione di questa ”storiella”.

Da dove arriverà quindi la famosa Cotoletta?  Massimo Alberini, storico della gatronomia, scrive che dai libri francesi emerge che la cotoletta non sia né di origine Italiana né austriaca, bensì francese. Il trattato ”La science du martire d’hotel” del 1749 parlava già di cotolette impanate e fritte che arriveranno poi  milano con il nome di:”cotolette Rivoluzione francese”.

Anche se abbiamo scoperto che le origini  non sono proprio meneghine,  sappiamo che ciò che la contraddistingue e la rende unica nella nostra città è la marinatura della carne in burro fuso, sale, pepe, chiodi di garofano ed erbe aromatiche, prima del passaggio in farina, uovo e pangrattato.

Vediamo insieme la ricetta:

Ingredienti:

  • due costolette di vitello alte circa 3cm
  • 2 uova
  • 300 gr di burro
  • 1 cucchiaio di farina
  • 200 gr di pane grattugiato
  • sale qb
  • pepe
  • chiodi di garofano
  • erbe aromatiche

Preparazione:

Sbattere le uova dentro una fondina, salarle e grattugiare grossolanamente il pane secco, passare ciascun lato prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato. Porre del burro in un tegame stretto con sale, pepe, chiodi di garofano ed erbe aromatiche e controllare la temperatura: quando è 169° aggiungere le costolette e farle ben dorare su entrambi i lati. Quando ben dorata, fatela scolare su carta assorbente e servitela.

Guerreschi Giulia

foto:

pourfemme.ricette.it

 

 

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