Un caffè… in ghiaccio, per favore!

Avete capito benissimo! Caffè in ghiaccio, o caffè Leccese! E’ una bevanda fredda a base di caffè tipica del Salento, inventa da Antonio Quarta, anche se l’origine, in realtà, è spagnola. E’ nata a Lecce e poi, data la sua bontà, si è diffusa in tutta la Penisola. Ancora oggi, in estate, è una delle bevante più richieste e consumate nel Sud Italia.

La sua preparazione è semplicissima! Basta preparare un semplice espresso, trasferirlo in un bicchiere di vetro (così vuole la tradizione) pieno di ghiaccio ed infine aggiungere un po’ di latte di mandorle.

La bevanda va consumata in tempi brevi, in quanto se il ghiaccio si scioglie troppo, risulta annacquata.

Il ghiaccio fa risaltare al massimo l’aroma del caffè ed il latte di mandorla apporta dolcezza, evitando così l’aggiunta di zucchero.

Spendiamo due parole sul suo inventore. Antonio Quarta faceva parte di una famiglia di torrefattori salentini, a raccontare la sua storia c’è il nipote Edoardo Quarta, che ha rappresentato l’Italia ai campionati mondiali baristi del World of Coffee 2016 a Dublino. Inoltre ha ideato una sua linea di caffè di ricerca chiamata Edo Quarta Specialty Coffee. Ma torniamo a parlare del suo bisnonno. “Tutto ebbe inizio perché il mio bisnonno era l’unico all’epoca, circa 70 anni fa, a distribuire ghiaccio qui a Lecce. Nessuno a quei tempi aveva il frigorifero in casa, e per conservare gli alimenti si usavano delle celle di cuoio”, racconta Edoardo. “Così tutti quanti si recavano nel suo bar, prima chiamato La Casa del Caffè, a picconare il ghiaccio. È stato così che mio nonno ha avuto l’idea di unire il ghiaccio, quello picconato, al caffè”. E infatti il vero caffè leccese, secondo la tradizione della famiglia Quarta, è a base di ghiaccio in frammenti grossolani, “che è molto più resistente e non si scioglie nel momento in cui entra a contatto con l’espresso caldo”. Talmente resistente da poter essere addirittura riutilizzato.

In queste calde giornate estive passa al Baretto a rinfrescarti con un buon caffè in ghiaccio!

Fonti:

http://www.gamberorosso.it/it/food/1025047-la-tradizione-del-caffe-con-ghiaccio-in-italia-e-nel-mondo-storia-consumo-varianti

https://it.wikipedia.org/wiki/Caffè_in_ghiaccio

 

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La libertà italiana!

Il 25 aprile, ormai da 72 anni è un giorno speciale in Italia e soprattutto a Milano.
Infatti, la Festa nazionale del 25 aprile ricorda, il giorno in cui nel 1945, Milano venne liberata dai nazisti e dai fascisti. Essa rappresenta il nuovo inizio dell’Italia democratica, libera e repubblicana. È un giorno fondamentale per la storia d’Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale.

Durante il regime i bar si trasformano in “mescite” o “quisibeve”, in quanto il nome doveva essere il più italiano possibile. In questo periodo, a causa della impossibilità d’importare i prodotti, o per via del loro costo eccessivo, venivano utilizzati dei surrogati.
I surrogati del caffè, hanno avuto un valore commerciale non indifferente: il consumo quantitativo dei surrogati era superiore a quello del caffè poiché durante la guerra quest’ultimo era troppo costoso o addirittura introvabile.
I surrogati più importanti, dal punto di vista quantitativo, sono sicuramente l’orzo, i fichi e la cicoria.

Caffè di cicoria
Il caffè di cicoria si ricava dalle radici della cicoria (Cychorium intybus). Si tratta di una pianta coltivata, imparentata con la cicoria selvatica, che cresce lungo i sentieri e i bordi dei campi. Le sue radici accumulano inulina, un composto dell’amido, che durante la tostatura si trasforma in zucchero. La prima fabbrica di caffè di cicoria fu fondata nel 1760 in Germania. Una delle più famose marche di puro caffè di cicoria era il “Franck-Kaffee”.

Caffè di fichi
I fichi sono considerati uno dei frutti più importanti per la produzione di surrogati di caffè pur non essendo dei veri e propri frutti, il “frutto“, infatti,  è costituito dalla base del fiore che si trasforma in polpa carnosa. Il caffè viene ricavato dai fichi secchi, spesso venduti sotto forma di “coroncine di fichi”, infilati in fili di spago. Il caffè di fichi non veniva bevuto puro, ma come aggiunta al caffè classico utilizzava come ingrediente nelle miscele succedanee. I fichi conferiscono al caffè un sapore dolce ed un colore scuro e intenso.

Caffè d’orzo
L’orzo è il cereale più importante fra tutte le piante da cui è possibile ricavare un surrogato del caffè. “E chi riteneva che il caffè fosse troppo costoso si tostava ogni sorta di semi comuni, ma in particolare orzo e avena per prepararsi il proprio caffè che spesso non era male. Molti, stranamente, apprezzavano il caffè di avena al punto da preferirlo al caffè vero.“  L’orzo era un surrogato molto pratico poiché veniva coltivato un po’ ovunque e non doveva essere acquistato. I primi caffè di marca a base di cereali nacquero nel 1890.

Abbiamo capito che senza caffè gli italiani non riescono proprio a stare, persino in tempo di guerra facevano di tutto per averlo…

Se volete saperne di più su questa bevanda leggete questo articolo!

Fonti:

https://italiantastecafe.wordpress.com/2012/05/08/i-surrogati-del-caffe/