Qual è il tuo gusto preferito?

“Io vorrei una coppetta con cioccolato, fiordilatte e tiramisù”

“Per me un cono due gusti fragola e limone, grazie!”

Stanno arrivando le prime giornate calde e sempre più spesso, nel cuore delle nostre città, sentiamo pronunciare queste frasi. Il gelato piace a tutti, grandi e piccini, alla frutta o al cioccolato… Ma qualcuno sa quando e dov’è nato?

La leggenda narra che il primo gelato fu preparato addirittura da Isacco per Abramo con degli ingredienti molto semplici: un fresco latte di capra misto con della neve.

Un’ipotesi più realistica racconta invece che “l’antenato del gelato” sia nato in Oriente, più precisamente in Cina, attorno al 2000 A.C., ed era a base di riso cotto, latte e spezie. Questo preparato veniva poi mescolato con della neve e per poi essere gustato come cibo dissetante.

Facendo un salto nel tempo e raggiungendo il nostro stivale si ritiene che un cuoco siciliano, Francesco Procopio dei Coltelli, abbia importato la ricetta per produrre il primo gelato italiano nel 1686. L’origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo e grazie a Procopio raggiunse subito la vicina Francia con un prodotto molto simile al gelato che conosciamo oggi. Il successo del gelato fu sempre maggiore in tutto il vecchio continente e poco più tardi infatti fu inaugurato un locale a Parigi, il Cafè Procope, che serviva una grande varietà di gelati.

Oggi però non si mangia più soltanto il gelato artigianale perché negli ultimi sessant’anni si sono diffuse anche moltissime tipologie di gelato industriale: il Mottarello nel 1948, il Cornetto qualche anno più tardi, il Barattolino negli anni ’70 e infine il gelato-biscotto della Ringo.

Per quanto riguarda i gusti preferiti dagli italiani, il podio dei più richiesti se lo contendono Vaniglia, Cioccolato e Crema ma, subito dopo le prime tre posizioni, troviamo il primo gusto alla frutta, la Fragola!

Voi quale gusto preferite? Cono o coppetta?

Fonti: IstitutodelgelatoFocus

 

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Come si fanno i croissant?

Croissant, brioches o cornetti? Iniziamo facendo un po’ di chiarezza: il croissant è il dolce a forma di mezzaluna che mangiamo a colazione accompagnato da un buon cappuccio. Il croissant, in Italia, è comunemente soprannominato “cornetto”, vista la sua forma, e viene spesso rinominato (erroneamente!) brioches. La brioches ha una forma più rigonfia e tondeggiante con un impasto simile a quello del croissant ma con qualche uovo di più.

Oggi vogliamo proporvi una velocissima ricetta per i croissant, in modo che il vostro “buongiorno” sia sempre più dolce!

Ingredienti:

  • Latte 50ml
  • Farina 400g
  • Burro 250g
  • Uova 5
  • Zucchero 60g
  • Sale fino 10g
  • Lievito di birra

Procedimento:

  • Sciogliamo il lievito di birra nel latte tiepido in una scodella e tagliamo il burro a cubetti in un altro recipiente
  • Mescoliamo farina, zucchero e sale unito al lievito sciolto nel latte in un recipiente abbastanza grande
  • Aggiungiamo le uova e impastiamo per almeno 5 minuti. Passati i 5 minuti aggiungiamo il burro a cubetti facendo amalgamare il tutto. Il composto dovrebbe essere di colore giallo chiaro e molto morbido
  • A questo punto copriamo il recipiente con la pellicola trasparente e lasciamo riposare il composto per 3 ore in frigorifero in modo da farlo lievitare
  • Trascorse le 3 ore impastiamo ancora il composto per qualche minuto per poi riporlo in frigorifero, sempre coperto con la pellicola, per altre 12 ore, fino a quando l’impasto non si sarà solidificato
  • Il giorno seguente (passate le 12 ore) stendiamo l’impasto con uno spessore di 1cm e tagliamo dei triangoli lunghi e stretti. Partendo dalla base stretta del triangolo arrotoliamo l’impasto e curviamo il tutto leggermente
  • Lasciamo lievitare i croissant ancora un’ora e mezza, fino a quando non avranno raddoppiato il volume
  • Inforniamo i croissant in forno a 200 gradi per 13-15 minuti fino a quando la superficie non sarà dorata

I consigli dell’esperto:

  • Potete spennellare i croissant, prima di cuocerli, con un tuorlo e un bicchiere di latte
  • Per farcire i croissant aggiungere qualche pezzetto di cioccolato mentre arrotolate l’impasto
  • Conservate i croissant per 3-4 giorni oppure surgelateli

Fateci sapere come saranno i vostri croissant e passate al Baretto ad assaggiare i nostri!

Fonti: GiallozafferanoLigucibario

L’uovo di Pasqua tra origine, gusto e curiosità

Chi ha ricevuto oggi un uovo di Pasqua alzi la mano! L’uovo è da sempre il simbolo per eccellenza della Pasqua nel mondo intero: ce ne sono dipinti, intagliati, di cioccolato, di carta pesta… Oggi il mercato delle Uova di Pasqua è estremamente ampio perché si trovano al cioccolato fondente, al latte, con il riso soffiato, con i cereali e con tante altre varietà di gusti. Si stima che in Italia nel 2017 siano state vendute addirittura 31 milioni e 700 mila uova di cioccolato, circa una ogni due italiani.

L’Uovo di Pasqua è, per la tradizione cristiana, un simbolo di rinascita ed infatti il guscio esterno rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente. Oggi questo significato è andato via via perdendosi ma potremmo comunque immaginare che la parte in cioccolato sia quella che dà il frutto al suo interno, la sorpresa.

Ma quando nasce la tradizione dello scambio dell’uovo? Nasce nel Medioevo, quando i signori regalavano uova decorate alla servitù in segno di rispetto e riconoscenza. Poco più tardi le uova iniziano ad essere decorate con metalli pregiato come oro, argento e platino per essere donate ad aristocratici e nobili.

L’uovo di Pasqua in cioccolato, così come lo conosciamo noi, nasce invece in Francia presso la corte di Luigi XIV nella prima metà del 1700. In quel periodo le uova in cioccolato venivano preparate senza sorpresa perché all’interno si farcivano con un ripieno di mandorle dolci. Dopo questi primi “esperimenti”, all’inizio del XX secolo in Piemonte, si iniziarono a preparare le uova di cioccolato vuote in modo da poter inserire le sorprese. Non è un caso che Michele Ferrero, piemontese doc, un giorno disse ai suoi collaboratori: “sapere perché ai bambini piacciono tanto le uova di Pasqua? Perché hanno le sorprese dentro e allora, sapete cosa dobbiamo fare? Diamogli la Pasqua tutti i giorni!”. Fu così che nacquero gli Ovetti Kinder

 

Fonti: EticamenteLa cucina italianaWikipedia